: Bruna pungente (B.
Montorgueil)

"A me, -disse- quello che piace veramente è pungere. E' quello che
mi eccita di più".
"Più che frustare?"
"Sì. Oh, ben inteso, frusto anche con piacere. Ma per me, nulla vale
una bella seduta di punture. Là, capisci, ho una sensazione diretta,
lo spillo che penetra, la carne che si contrae sotto la mia mano, il
grido che io scateno e che prolungo come mi pare. Spesso, solo
facendolo o guardandolo fare, io godo! Tra poco, vedrai. Quando
gliene avrà messi ancora una ventina, al tuo pensionante, mi
stupirebbe molto se..."
E senza finire la frase, Madame d'Allervo strinse nervosamente le
sue belle cosce l'una contro l'altra.
"Di già! -disse Agnese ridendo.
"Cosa vuoi, parlarne contemporaneamente, mi fa ancora più effetto.
Guarda qua. Questo lo affondò con un colpo solo, per cominciare...
Vedi come si torce?... E poi lentamente, adesso fino alla fine. Lo
sento che avanza nella sua carne... Forzo... forzo ancora... è
bello, sai!
"Che raffinata, sei!"
"Perché no? Ma ciò che è un peccato, è che qui non si può lasciarlo
gridare. E un difetto. Uno di questi giorni bisognerà che tu venga
alla villa. Là, non ci sono problemi. Nessun bisogno di bavagli. Ti
farò provare... Guarda, guarda ancora. Con questo, senza entrare,
gli farò un mucchio di piccole punture, tutte molto vicine... e poi
un po' più forte... e ancora un po'... Guarda bene i suoi muscoli;
io li sento. Adesso mi fermerò perché lui aspetti. Vedi come resta
contratto?... Si, ragazzo mio, pazienza! Ricomincio subito.
Guarda... appoggio ancora... appoggio un poco... e questa volta ci
vado! "
Lo sfortunato ebbe un sussulto e gemette sotto il suo bavaglio.

"Cara, hai visto? Il salto che ha fatto, Ah, ho appena cominciato e
sono già tutta bagnata..."
"Confesso che è eccitante da vedere -disse Agnese- Come tu dici,
quel contatto diretto..."
"Certamente! E' meraviglioso. E poi ci sono quelle reazioni che
ottieni e dirigi come vuoi! Vedrai, a casa mia, ti mostrerò. Ho un
mucchio di strumenti appositi, tutti i ciak a punte, naturalmente,
ed i rulli chiodati, ma anche un pungitore a molla che è
straordinario, ed una piccola balestra di bosso con una sola freccia
che io trovo follemente eccitante. Puoi anche scaldare i tuoi spilli,
evidentemente, oppure le freccette che lanci. Se vuoi, cominceremo
con un po' di tiro al bersaglio, e dopo, a te che piace frustare, te
lo farò frustare sulle punte. Si, coricato interamente nudo su
grosse punte, legato, ben inteso! Allora, quando si torce sotto la
frusta, t'immagini... "
"Sì, -disse Agnese sognando- m'immagino ......"
Ed abbassò le palpebre sui suoi candidi occhi blu.
"Anche ieri l'abbiamo fatto con Olga Sevine. Mentre lei frustava, io
avevo il mio sotto la griglia, lo pungevo a caldo, e lo costringevo
ad arraparsi lo stesso in suo onore!"

"Come ti piace ciò! I tuoi occhi brillano..."
"Anche a te, cara, piacerà. E sai, una volta che si ha provato...
Guarda, in questi giorni c'è un'idea che mi rode: e sarebbe di
portare una maglia completamente ricoperta di punte finissime! Ti
immagini la tua sensazione, quando stringerai lo schiavo a te, o che
ti rotolerai su lui a letto!... Solo a pensarci... Ma d'altronde non
voglio più aspettare. Ti mostrerò subito qualcosa. Sciogliamo i suoi
legacci. Vedrai".
E nervosamente, Madame d'Allervo si mise a slegare il ragazzo.
"Su, scendi da là, adesso".
L'infelice, senza pensare agli spilli che rimanevano infilati in lui,
cominciò il movimento per lasciare il suo supporto. Ma, sotto il
multiplo dolore che lavorava la sua carne, si fermò subito emettendo
un grido che il suo bavaglio non soffocò interamente.
"Ebbene? Scendi? Se gli spilli ti danno fastidio, posso toglierteli
col frustino! E questo che vuoi?"
Appena ella ebbe ubbidito, Madame d'Allervo fece cadere vestito e
camicia e, cavalcando il banco, si sedette sul viso del ragazzo che
strinse tra le sue forti cosce.
"Cosi, -disse ridendo- potrà aprire la bocca fin che vorrà! "
Poi, facendo scivolare una mano sotto ciascuno dei ginocchi, sollevò
le due gambe e con un sol colpo se l'avvicinò. Lacerato dagli spilli,
l'infelice si contrasse di dolore, e nessun dubbio che sotto il
sesso della tormentatrice la sua bocca s'aprì effettivamente per
gridare, poiché Madame d'Allervo disse:
"Sai, mia cara, che questo piccolo vizioso mi succhia già?
Sembrerebbe che abbia capito il gioco".
"Forse non lo fa apposta!"
"Allora, vieni ad incoraggiarlo. E il momento di muovere i primi
passi. Tocca a te pungerlo. Mettiti là. Indovini il programma? Bene.
Ma prendi piuttosto le puntine da disegno, sono migliori per una
debuttante. Il puntaspilli ti aspetta!"

Ed è così che Mademoiselle Agnese fece conoscenza con il delicato
piacere di pungere. L'affascinante gioco delle due donne si prolungò
circa una mezzora. Ogni punta infilata provocava nello sfortunato
una reazione che si trasformava per Madame d'Allervo in una voluttà
tanto più perversa quanto era imprevedibile ed ogni volta differente.
Ma la bella cavalcatrice era già così eccitata che solo qualche
minuto dopo disse ad Agnese:
"Sai, non posso più sopportare... Bisogna che goda! Allora tu,
appena te lo dirò, comincerai a pungerlo, veloce, con tanti piccoli
colpi, senza penetrare. Nello stesso tempo, prendigli i coglioni,
che io lo veda duro e ben dritto! Stai pronta... E' quasi ora ...
Ecco! Adesso! Ah... Ancora... Continua... Ah ... Continua... Ah...
Basta! "
Quando ebbe preso così tutto il suo piacere, ella lasciò il posto e
s'offrì di sostituire l'amica davanti al loro puntaspilli che
cominciava ad essere passibilmente fornito.
"A te, cara! Vedrai com'è bello!"
Ed essendosi installata, a sua volta Agnese, ma non altrettanto
veloce, conobbe il perverso godimento.
Per rimettersi dalle loro emozioni, queste signore presero dopo il
thé, ed il ragazzo, sempre pieno di spilli che ad ogni movimento
rinnovavano il suo supplizio, dovette servirle. Ben inteso, la
conversazione proseguì sul soggetto che stava tanto a cuore (è un
modo di dire) a Madame d'Allervo.
"Io sono una porca, -diceva- ma non crudele. Non come una pungitrice
che ho conosciuto che aveva vissuto in Africa nei bei tempi. Lei era
una sadica! Si offriva dei ragazzi neri come voleva e, per farsi
godere, infilava loro degli spilli sotto le unghie e attraverso i
capezzoli. Perché avessero l'erezione lo stesso sotto di lei, li
drogava. Ed in seguito ella si abbandonava alle sue negre! Ciò che
accadeva allora... Ho visto delle foto formidabili. Ma, una volta,
l'ha fatto con un giovane cacciatore inglese che era innamorato di
lei. Poi, le negre hanno esagerato. Si è risaputo e sembra che ci
furono quasi delle storie".

"No! Sei sicura di tutto questo?"
"Ti dico che ho visto le foto!"
"Era un po' troppo, forse..."
"Si. Trovo che non vale la pena di arrivare fino a quel punto. Si
possono fare tante altre cose. Beh, per esempio il gioco delle
freccette".
"Ah sì? Racconta".
"Ci sono tutte le varianti. O installi la tua preda in griglia, in
sedere in aria, oppure lo lasci completamente libero, in piedi,
tenuto appena per un piede o per il guinzaglio per impedire che
indietreggi. Tu, per tirare, o ti muovi intorno, ed è quello che li
turba di più, oppure ti siedi davanti o dietro, alla distanza giusta,
e allora, tranquillamente mentre fai il tuo gioco, ti fai succhiare
da un altro. Puoi anche, per andare e venire intorno al bersaglio,
frati portare sulle spalle dell'altro. Oppure ancora, ne corichi uno
su uno sgabello e t'infilzi sulla sua asta. Se hai un'amica con te,
le puoi chieder, mentre tiri, che anche lei colpisca nel segno su
quello che ti succhia o che tu violenti. Questo, per forza, e meglio
di tutto, dato che, ad ogni puntura, lo schiavo di cui tu ti servi
ha una reazione che tu risenti nel tuo sesso subito e direttamente.
Là, quello che ti fa godere, si può veramente dire che è ogni
sussulto del suo dolore. D'altronde, ti sei un po' resa conto prima,
mi sembra..."
"Un po', si... "
"Ma, naturalmente, se ci si trova in più persone, è ancora meglio.
Ognuna porta uno schiavo. Si possono fare degli scambi. Ci si veste
con abiti divertenti che facciano contrasto. E poi soprattutto si
organizzano dei concorsi a punti. Topo aver segnato i bersagli con
la tintura di iodio. Il gioco, allora, è di far innervosire la
tiratrice facendo dimenare al momento buono quello che la succhia
affinché lei miri male! Spesso, a casa di una o dell'altra, ci
riuniamo in tre o quattro a cui piaccia ciò. Vedrai.
Quando ci si eccita insieme, è molto più forte! Qualche volta anche
delle sedute di scherma. Agli schiavi si dà un fioretto col bottone
protettivo od una sciabola in legno meno lunghi. Pensa come hanno
l'aria carina così! Si fissa il loro piede sinistro sulle tavole ed
il braccio sinistro alla vita. E noi, ovviamente, ci prendiamo delle
spade con la punta. C'è tutto un regolamento per toccare. Essi,
hanno tutti i diritti per parare od anche per disarmarci se possono.
Ciò capita! E' un bello sport. Ed anche questo, naturalmente, si
presta per dei vestiti che aggiungono molto per l'occhio. Nel
genere, non hai idea di tutto quello che si può inventare di vizioso."

"Credo che per questo non debba mancarti la fantasia!"
Oh no! D'altronde, vedi, quando mi si mette sul soggetto non posso
più fermarmi. Guarda, ecco che sono le sei... Ed avevo un
appuntamento! Bisogna assolutamente che vada. Mi arrangerò un po'
velocemente, e poi ti dirò..."
"… a presto per provare?"
"Ah, brava! Ti ho convinta? Sono contenta. Ebbene, vuoi sabato?"
"Va bene! D'accordo!"
E un po' più tardi, al momento in cui la sua iniziatrice
l'abbracciava davanti alla porta, Agnese le mormora:
"Cercherò di essere una brava alunna, vedrà!'
"Sì, -disse Madame d'Allervo, penso che tu sia dotata. A sabato!"
Una sola volta, Agnese si sentì tutta estasiata. Il suo piccolo
pensionante, in lacrime in un angolo, la supplicava di togliergli le
orribili punte. Lei aveva buon cuore. Bisognava certo esaudire
quella richiesta. E d'altronde la giovane donna trovò che, insomma,
ciò era anche eccitante. Poiché il dolore faceva torcere il ragazzo,
lo prese per i testicoli affinché rimanesse tranquillo. Ma allora,
ebbe una mezza erezione. La vista di quel pene che reagiva fece
venire un'idea ad Agnese.
"Hai avuto male?"
"Oh molto, Mademoiselle".
"Ti piacerebbe ricevere un bacio per ricompensarti?"
"Oh si... mi piacerebbe molto..."
"Allora, vieni".
"Dove dunque, Mademoiselle?"
"Qui... sul banco. Mettiti in ginocchio, che voglio rendermi conto..."
Dicendo questa frase, Agnese aveva una faccia strana... Si era messa
in piedi, davanti a lui, e l'aveva attirato contro il suo corpo.
Quasi subito sentì che il membro s'induriva veramente.
"Vedo che ti tira sempre, piccolo vizioso! Allora faremo qualcosa".
E, spostandosi, ella fece scivolare i pantaloni di seta che
indossava. Cosi libera, ritornò contro il ragazzo e, questa volta,
lasciò insinuarsi la verga tra le sue cosce nude. Quando sentì il
glande tra le sue natiche, strinse per imprigionarlo. Poi, con
calma, come promesso, cominciò a baciarlo. Sotto quell'abile ed
insistente violenza, l'adolescente si eccitò prestissimo. Agnese si
rendeva conto che il membro s'induriva ancora e che cercava di
muoversi lentamente nella sua prigione. Anche lei, al pensiero di
quello che progettava di fare tra poco, provava una crescente
eccitazione. Per due o tre minuti fece durare il piacere della sua
attesa e, sempre baciando le labbra giovanili squisitamente
abbandonate, lasciò salire in lei il desiderio. Poi, quando fu
pronta, ma senza per questo abbandonare la sua stretta, alzò una
mano e prese nel suo chignon il lungo spillone che tratteneva la
massa dei capelli. Caddero sulle spalle. Era molto bello a vedersi.
Lentamente riportò la sua mano. Aspettò ancora qualche secondo.
Infine, irrigidendo i suoi muscoli per ben mantenere il ragazzo sino
alla fine, con tutta la forza, gli affondò nel sedere, come uno
stiletto, il dorato spillone.
Nello stesso istante, un godimento folgorante, come non ne aveva mai
conosciuti, attraversò il suo corpo e la fece contrarre interamente:
allora capì che aveva trovato la sua strada.

Per assaporare la pungente rivelazione, Agnese teneva chiusi i suoi
bei occhi candidi. Sotto le sue labbra l'adolescente gemeva. Senza
pensarci, forse, appoggiava ancora lo spillone nella carne.
E, all'improvviso, ella sentì tra le sue natiche e tutto lungo le
cosce nude lo sperma caldo che colava.